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16 settembre 2021- GREEN PASS OBBLIGATORIO PER ENTRARE IN TUTTI I LUOGHI DI LAVORO SIA DEL SETTORE PUBBLICO CHE PRIVATO


04/10/2022

16 settembre 2021- Green pass obbligatorio per entrare in tutti i luoghi di lavoro sia del settore pubblico che privato

Green pass obbligatorio per entrare in tutti i luoghi di lavoro sia del settore pubblico che privato, a partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, data di scadenza dello stato d'emergenza. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'unanimità al nuovo decreto-legge. 

Dal 15 ottobre i dipendenti che si presenteranno sul luogo di lavoro sprovvisti di green pass saranno considerati "assenti ingiustificati".

Se invece verranno trovati sul posto di lavoro senza il passaporto vaccinale - per essere, per esempio, entrati sfuggendo ai controlli - allora per loro scatterà anche la multa - da 600 a 1.500 euro. Le sanzioni - da 400 a 1.000 euro - scatteranno anche per i datori di lavoro che non effettueranno i controlli. 

Il personale che non è in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risulti privo della già menzionata certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della già menzionata certificazione e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro". Nei casi di assenza ingiustificata e di sospensione "non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato".

Nella bozza del decreto si legge dunque che il certificato verde è obbligatorio per:

  • i dipendenti delle amministrazioni pubbliche
  • il personale delle Autorità amministrative indipendenti, comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione,
  • la Banca d'Italia,
  • gli enti pubblici economici e gli organi di rilievo costituzionale.

La norma è estesa anche ai volontari e ai lavoratori esterni. ai titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice che dovranno rispettare l'obbligo del Green pass per accedere nei luoghi di lavoro.

Per il settore privato si applicano le stesse norme previste per la pubblica amministrazione, compreso il fatto che "i datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni" e che non si applica l'obbligo di green pass "ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute". Se senza green pass i dipendenti sono sospesi subito dalla prestazione lavorativa, mentre per i dipendenti pubblici la sospensione decorre dopo cinque giorni. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni e devono definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro.

Rimane valido ai fini dell'ottenimento del green pass il tampone, ma nel decreto è contenuto anche l'obbligo per le farmacie di adottare il prezzo calmierato: 8 euro per i minorenni, 15 euro per tutti gli altri lavoratori, gratuito per chi è esente dalla vaccinazione. Si allarga la validità del test a 72 ore solo se molecolare, non antigenico.

L'obbligo di green pass "non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute"

Scarica In formato PDF Il testo integrale del decreto sul green pass obbligatorio

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